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#MA Gallery e *Anime di Terra e Luce*: un nuovo spazio per la riflessione sulla condizione umana

Venerdì 19 giugno 2026, nella regione Solaris Island di Second Life, si è svolta l’inaugurazione della MA Gallery e della mostra *Anime di Terra e Luce* di Sergej Zarf, alias Mario Fontanella.

L’evento ha registrato una partecipazione particolarmente significativa, riunendo numerosi avatar provenienti da diverse comunità virtuali e riportando in galleria molti amici, artisti e protagonisti delle stagioni pionieristiche di Second Life, alcuni dei quali non si incontravano da anni. È stato emozionante rivedere figure che hanno contribuito alla storia dell’arte e della cultura nei mondi virtuali fin dagli anni 2007-2008, spesso ritornate con nuove identità avatariche femminili scelte per puro gusto estetico e creativo.

Più che una semplice inaugurazione, l’evento ha assunto i contorni di una piccola riunione di comunità, riportando nello stesso spazio virtuale persone che hanno contribuito, in modi diversi, alla storia culturale dei mondi virtuali italiani fin dagli anni pionieristici di Second Life.

La serata si è aperta con la presentazione della MA Gallery, ideata e realizzata da László Ördögh, conosciuto nei mondi virtuali come Velazquez Bonetto o Magnifico.

Nella progettazione di questa architettura l’autore ha raccolto stimoli estetici e concettuali provenienti da due grandi figure dell’architettura e del design contemporanei: il maestro finlandese Alvar Aalto e l’architetta irachena-britannica Zaha Hadid. Da Aalto eredita la sensibilità nordica per la luce, il rapporto armonioso con l’ambiente e la ricerca di un’essenzialità capace di generare benessere e contemplazione. Da Zaha Hadid trae invece la tensione dinamica delle forme, la fluidità dello spazio e l’idea dell’architettura come esperienza immersiva e in continuo movimento. Il risultato è un ambiente sospeso tra rigore geometrico e leggerezza contemplativa, tra la misura del Nord e l’energia del Mediterraneo, affacciato sul mare virtuale di Solaris. Le linee essenziali, i volumi aperti e il continuo dialogo tra luce, acqua e spazio costruiscono un luogo che non si limita a ospitare opere d’arte, ma invita il visitatore a vivere un’esperienza di attenzione, di ascolto e di presenza.

L’incontro ha offerto l’occasione per approfondire il significato del termine giapponese *MA* (間), concetto centrale dell’estetica e della filosofia orientale. *MA* non indica semplicemente uno spazio vuoto. È l’intervallo significativo tra le cose, il silenzio che rende possibile la musica, la pausa che dà senso al movimento, il vuoto fertile da cui emerge la forma. Nella cultura giapponese rappresenta una dimensione relazionale nella quale presenza e assenza, materia e immaginazione, si incontrano. La MA Gallery nasce proprio come luogo dedicato a questo spazio di possibilità: un ambiente in cui arte, contemplazione e ricerca possono dialogare senza confini disciplinari.

L’architettura della galleria ha suscitato interesse e apprezzamento da parte dei visitatori. Molti partecipanti hanno sottolineato la qualità degli spazi progettati da László Ördögh, capaci di tradurre in forma architettonica il concetto stesso di MA: un ambiente essenziale e armonioso, nel quale vuoti, percorsi e punti di vista contribuiscono all’esperienza dell’opera. Un riconoscimento che ha rappresentato una meritata soddisfazione per l’autore della galleria, il cui lavoro è stato più volte oggetto di commenti positivi nel corso della serata.

Terminata la presentazione, i visitatori sono entrati negli spazi espositivi per visitare *Anime di Terra e Luce*, accompagnati dall’autore stesso, che ha illustrato il percorso concettuale alla base della mostra. L’esposizione costituisce il secondo capitolo di una più ampia ricerca interdisciplinare che Sergej Zarf sta sviluppando attraverso immagini, installazioni immersive e mondi virtuali.
Il progetto si propone di affrontare alcune delle questioni più profonde del nostro tempo: che cosa significa essere umani? Quale relazione ci lega agli altri viventi? In che modo le trasformazioni tecnologiche e l’emergere di nuove forme di intelligenza stanno ridefinendo il nostro posto nel mondo?
La ricerca si articola in quattro momenti successivi: **L’Ombra della Specie**, dedicato al rapporto tra esseri umani e animali;

**Anima Mundi – KINSHIP**, incentrato sull’idea di appartenenza radicale e sull’interdipendenza tra tutte le forme dell’esistenza;
**Anime di Terra e Luce**, dedicato alla dimensione simbolica, spirituale e immaginativa dell’esperienza umana; **Fragmented**, che esplora l’incontro tra identità umana e intelligenza artificiale.
All’interno di questo percorso, *Anime di Terra e Luce* occupa una posizione centrale. Se il capitolo precedente indagava le reti di relazione che uniscono ogni forma di vita, questa esposizione si concentra sulla ricerca di significato che accompagna l’esistenza umana. Terra e luce diventano metafore complementari:
– la terra richiama il radicamento nella materia, nella fragilità e nella finitezza;
– la luce evoca invece conoscenza, trascendenza, immaginazione e possibilità.

Le opere esposte costruiscono un itinerario che attraversa simboli, archetipi e visioni, invitando il visitatore a riflettere sul modo in cui gli esseri umani, in ogni epoca, abbiano cercato di attribuire senso alla propria presenza nel cosmo. La relazione tra natura, cultura e tecnologia non viene affrontata come una semplice questione sociale o ambientale, ma come una dimensione profondamente esistenziale.

La visita si è trasformata ben presto in un dialogo collettivo attorno alle opere e ai temi proposti dall’autore.
Tra gli interventi più suggestivi vi è stato quello della poeta Lorenza Colicigno, che ha osservato come molte immagini dell’esposizione sembrassero evocare odori e sensazioni quasi percepibili. Non soltanto forme e colori, dunque, ma una dimensione sensoriale più ampia, capace di evocare memorie, atmosfere e percezioni che andavano oltre la semplice esperienza visiva.

Successivamente Roberto Presicci ha proposto una riflessione sul rapporto tra creatività e intelligenza artificiale, sottolineando come il prompt non rappresenti mai un risultato definitivo, ma piuttosto l’inizio di un processo creativo. L’opera nasce attraverso continui affinamenti, scelte e correzioni operate dall’autore fino al raggiungimento di una forma espressiva coerente con la propria visione.

Al termine del percorso espositivo, quando la visita sembrava ormai conclusa, è accaduto qualcosa di inatteso. Quella che era iniziata come una mostra si è trasformata in una vera e propria performance collettiva.

Chris Tower Dae, fotografo di straordinaria sensibilità artistica, ha iniziato a ritrarre gli avatar presenti, trasformando i visitatori stessi in soggetti dell’evento. Attraverso il suo obiettivo, la comunità riunita attorno alla mostra è diventata parte integrante della narrazione artistica della serata.

Tra gli scatti realizzati, uno ha avuto per me un significato particolare: il ritratto del mio avatar, Roxelo Babenco. Vedere il proprio alter ego virtuale attraverso lo sguardo artistico di un altro autore è un’esperienza curiosa e difficile da descrivere. Per un istante ho avuto la sensazione di osservare non soltanto un’immagine, ma una parte della storia che questo avatar porta con sé da quasi vent’anni nei mondi virtuali. La fotografia restituisce una figura sospesa tra eleganza e contemplazione, catturata in un momento di quiete che sembra custodire tracce di quel lungo percorso. In quel momento la documentazione dell’evento si è trasformata essa stessa in un’opera: la curatrice è diventata soggetto artistico e, per un attimo, l’osservatrice si è trovata a essere osservata.

Ad accompagnare questa inattesa performance è stata la raffinata sessione blues proposta da Dings Digital. Le sue sonorità colte ed eleganti hanno creato il sottofondo ideale per una serata in cui arte visiva, musica, riflessione filosofica e relazioni umane si sono intrecciate in modo naturale.

Forse è proprio questo uno degli aspetti più affascinanti dei mondi virtuali: gli eventi non terminano con l’ultima opera esposta. Continuano nelle conversazioni, nelle immagini, nella musica e nei ricordi condivisi.

La serata inaugurale della MA Gallery e di Anime di Terra e Luce ne è stata una dimostrazione esemplare, trasformandosi da semplice inaugurazione in un’esperienza condivisa di arte, dialogo e comunità.

 

Ringrazio sentitamente l’owner Punk Janus e la comunità di Solaris per l’ospitalità che ci offrono.

Ringrazio altresì Eva Kraai e Christower Dae per le fotografie

Un grazie infinito va Sergej Zarf, Velazquez Magnifico/Bonetto, Roberto Presicci, Lorenza Colicigno e a tutti gli amici del Museo del Metaverso

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