AI Art
-
La Caramella Gallery apre le sue porte: una serata di arte, architettura e musica nel cuore di Craft World
Ieri sera abbiamo inaugurato la Caramella Gallery, il nuovo spazio espositivo del Museo del Metaverso in Craft World, progettato da László Ördögh (Velazquez Bonetto), insieme alla mostra “Anime di Terra e di Luce” di Mario Fontanella (Sergej Zarf). La serata ha superato le nostre aspettative. La partecipazione è stata numerosa e particolarmente attenta: molti avatar hanno visitato per la prima volta questo nuovo allestimento del progetto artistico di Sergej Zarf, non avendo avuto occasione di vedere la mostra nella sua precedente esposizione in Second Life. Uno degli aspetti che ci ha reso più felici è stata la presenza di numerosi visitatori stranieri. Accanto agli amici italiani hanno partecipato avatar provenienti…
-
#MA Gallery e *Anime di Terra e Luce*: un nuovo spazio per la riflessione sulla condizione umana
Venerdì 19 giugno 2026, nella regione Solaris Island di Second Life, si è svolta l’inaugurazione della MA Gallery e della mostra *Anime di Terra e Luce* di Sergej Zarf, alias Mario Fontanella. L’evento ha registrato una partecipazione particolarmente significativa, riunendo numerosi avatar provenienti da diverse comunità virtuali e riportando in galleria molti amici, artisti e protagonisti delle stagioni pionieristiche di Second Life, alcuni dei quali non si incontravano da anni. È stato emozionante rivedere figure che hanno contribuito alla storia dell’arte e della cultura nei mondi virtuali fin dagli anni 2007-2008, spesso ritornate con nuove identità avatariche femminili scelte per puro gusto estetico e creativo. Più che una semplice inaugurazione,…
-
Due Voci nel Vento
Questo cortometraggio poetico nasce dal racconto La soglia delle voci e intreccia memoria personale e immaginazione letteraria. Nella villa della Marchesa Trevisani, luogo reale della mia memoria, si incontrano idealmente due grandi figure della cultura italiana del Novecento: Giovanna Bemporad e Joyce Lussu. Le immagini sono state realizzate con il supporto dell’intelligenza artificiale e montate come un racconto visivo dedicato alla poesia, alla libertà e alla trasmissione delle voci attraverso il tempo. (Rosanna Galvani)
-
Dal Museo del Metaverso a MuseoTeo
Udite udite! Due opere, precisamente due immagini del progetto Reverse Engineering of Curatorial Bullshit, presentato dal Museo del Metaverso e da C.A.R.P. (Cybernetic Art Research Project) di Laszlo Ordogh (Velazquez Bonetto), saranno esposte in forma fisica a MuseoTeo. Le opere sono di Laszlo Ordogh e di Mario Fontanella (Sergej Zarf) Sul blog Il Museo dei Progetti si possono ammirare le bellissime immagini dei artisti: Reverse Engineering of Curatorial Bullshit a MuseoTeo Hear ye, hear ye! Two works – specifically, two images from the project Reverse Engineering of Curatorial Bullshit, presented by the Metaverse Museum and C.A.R.P. (Cybernetic Art Research Project) by Laszlo Ordogh (Velazquez Bonetto), will be exhibited in physical…
- AI Art, Arte, Craft World, Cultura, Digital art, Intelligenza Artificiale, Metaverso, Museo del Metaverso
L’Intelligenza Artificiale non è uno stile. E’ una possibilità.
Una parte significativa delle opere presenti in Reverse Engineering of Curatorial Bullshit è stata realizzata attraverso l’uso di strumenti di intelligenza artificiale. Eppure, il risultato complessivo della mostra è tutt’altro che omogeneo: al contrario, si presenta come un ecosistema estremamente vario, sorprendente e difficilmente riconducibile a uno stile unico. Questo dato entra in tensione con una convinzione ormai diffusa: che le opere generate con l’AI siano immediatamente riconoscibili, perché banali, standardizzate o visivamente simili tra loro. L’esperienza della mostra suggerisce invece il contrario. L’AI non è uno stile Una delle principali ambiguità nel dibattito sull’arte generata da intelligenza artificiale è la tendenza a confondere lo strumento con il risultato. L’AI…
-
Esordio esplosivo per Reverse Engineering of Curatorial Bullshit
Reverse Engineering of Curatorial Bullshit, inaugurata questa sera con grande partecipazione, nasce da un gesto semplice e radicale: invertire il rapporto tra testo e opera. Non è più l’opera a generare il discorso curatoriale. È il discorso curatoriale a generare l’opera. Ma cosa accade quando il linguaggio — spesso opaco, autoreferenziale, saturo — smette di descrivere e inizia ad agire? Cosa succede quando il testo diventa materia produttiva? La mostra non offre una risposta univoca. Costruisce piuttosto un ecosistema in cui il linguaggio si manifesta come corpo, spazio, immagine, interfaccia, processo e fallimento. Nelle opere di Daco Monday, l’artista coincide con la propria instabilità. Il corpo si sdoppia, si liquefa,…
-
Dal testo allo spazio: il curatore tra scrittura e regia
Dal testo allo spazio: il curatore tra scrittura e regia Nel discorso contemporaneo sull’arte, la figura del curatore è spesso descritta come in trasformazione. Alla centralità del testo — il saggio, la dichiarazione, l’apparato critico — si è progressivamente sostituita una pratica più spaziale, relazionale, installativa. Il curatore non sarebbe più, dunque, principalmente un autore di discorsi, ma un regista dello spazio: qualcuno che organizza opere, costruisce percorsi, attiva relazioni. In questa prospettiva, il linguaggio curatoriale sembrerebbe perdere centralità. Non scompare del tutto, ma diventa implicito, incorporato nell’allestimento, diffuso nelle scelte espositive. Non più dichiarato, ma operativo. Ed è proprio a partire da questa condizione che il progetto Reverse Engineering…
-
Swirl of Limbs and Pills
Swirl of Limbs and Pills è un’installazione della mostra Reverse Engineering of Curatorial Bullshit ed è il mio primo oggetto 3D. E’ un oggetto mesh generato tramite Meshy e successivamente importato in Craft World, dove assume la forma di un artefatto ambiguo, sospeso tra scultura digitale e reliquia post-organica. La superficie dell’opera è definita da una texture ottenuta attraverso un prompt derivato da un test curatoriale, un dispositivo linguistico che, nel suo tentativo di produrre senso, finisce per generare un eccesso visivo. L’immagine risultante è un vortice di membra e capsule, elementi che oscillano tra il corporeo e il farmacologico, evocando una corporeità frammentata, sintetica, quasi allucinata. La texture non…
-
ARTISTI CHE HANNO ADERITO AL PROGETTO DEL TESTO CURATORIALE
Pubblico con piacere la locandina con l’elenco degli artisti che hanno aderito al progetto: Reverse Engineering del Bullshit Curatoriale I am pleased to publish the poster listing the artists who have joined the project Curatorial Bullshit Reverse Engineering
-
Lettera di invito al progetto “Reverse Engineering del Bullshit Curatoriale”
Gentile Partecipante, Il presente workshop è un esperimento che analizza la relazione tra testo curatoriale e produzione visiva. L’obiettivo non è creare un’opera “corretta”, ma testare in che misura un testo curatoriale autonomo sia in grado di generare una forma visiva. Riceverà esclusivamente un testo curatoriale. Non saranno fornite immagini, riferimenti o informazioni contestuali. Il compito consiste nel creare un’opera d’arte basata unicamente sul testo ricevuto. Il medium è libero: pittura, disegno, installazione, immagine digitale, visual generato con AI, modello 3D o qualsiasi altra forma espressiva. Il testo può essere utilizzato: come fonte di ispirazione, come struttura concettuale, come prompt diretto (incluso l’uso di generatori di immagini AI), oppure come…











