Museo del Metaverso
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Le Molecole dell’Arte Video
Video della presentazione della serata di inaugurazione delle Molecole dell’Arte a cura del Professor Roberto Presicci. Le “Molecole dell’Arte” è un percorso di valorizzazione e, esattamente come nel settore scientifico, rappresenta visivamente la composizione di collegamenti culturali di Tina Bey, Marco Cadioli, Bruno Cerboni, Kimeu Korg, Daco Monday, Fiona Saiman, Chris Tower, dalla creazione ed evoluzione di Second Life fino alle corrispondenze culturali nel “sistema dell’arte”.
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Le Molecole dell’Arte: un progetto di Roberto Presicci per il Museo del Metaverso
Il progetto sarà presentato in World , Venerdì 29 Maggio alle ore 22.00 nella sim MdM. Per la prima volta al Museo del Metaverso, il testo critico tradizionale viene sostituito da una struttura immersiva e interattiva: Le Molecole dell’Arte, una nuova metodologia curatoriale ideata dal professor Roberto Presicci. Il progetto nasce da un accurato lavoro di analisi e valorizzazione delle opere esposte al Museo del Metaverso e delle poetiche degli artisti coinvolti. Per ogni autore, Roberto Presicci ha costruito una specifica rete di connessioni culturali, mettendo in relazione immagini, linguaggi, riferimenti estetici e corrispondenze con il più ampio sistema dell’arte contemporanea. Le Molecole dell’Arte prendono forma direttamente all’interno delle installazioni…
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Dal Museo del Metaverso a MuseoTeo
Udite udite! Due opere, precisamente due immagini del progetto Reverse Engineering of Curatorial Bullshit, presentato dal Museo del Metaverso e da C.A.R.P. (Cybernetic Art Research Project) di Laszlo Ordogh (Velazquez Bonetto), saranno esposte in forma fisica a MuseoTeo. Le opere sono di Laszlo Ordogh e di Mario Fontanella (Sergej Zarf) Sul blog Il Museo dei Progetti si possono ammirare le bellissime immagini dei artisti: Reverse Engineering of Curatorial Bullshit a MuseoTeo Hear ye, hear ye! Two works – specifically, two images from the project Reverse Engineering of Curatorial Bullshit, presented by the Metaverse Museum and C.A.R.P. (Cybernetic Art Research Project) by Laszlo Ordogh (Velazquez Bonetto), will be exhibited in physical…
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Trame narrative: l’immagine come costruzione del sé nel tempo di Fiona Saiman
Inaugurazione: 8 Maggio 2026, ore 22 – MdM region Craft World Un percorso visivo sospeso tra natura, memoria e immaginazione. La fotografa dei mondi virtuali Fiona Saiman presenta una mostra che si configura come un ambiente narrativo immersivo: una struttura lineare, simile a un traliccio, sorretta da forme arboree intrecciate, quasi radici che si fanno corpo e sostegno. L’installazione evoca un ecosistema ibrido, dove l’artificiale e l’organico si fondono, suggerendo un’origine comune tra tecnologia e natura. Le immagini esposte — paesaggi digitali costruiti e abitati — non sono semplici rappresentazioni, ma frammenti di memoria e proiezioni interiori. Ogni scena appare come una soglia: un luogo sospeso in cui il tempo…
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L’Intelligenza Artificiale non è uno stile. E’ una possibilità.
Una parte significativa delle opere presenti in Reverse Engineering of Curatorial Bullshit è stata realizzata attraverso l’uso di strumenti di intelligenza artificiale. Eppure, il risultato complessivo della mostra è tutt’altro che omogeneo: al contrario, si presenta come un ecosistema estremamente vario, sorprendente e difficilmente riconducibile a uno stile unico. Questo dato entra in tensione con una convinzione ormai diffusa: che le opere generate con l’AI siano immediatamente riconoscibili, perché banali, standardizzate o visivamente simili tra loro. L’esperienza della mostra suggerisce invece il contrario. L’AI non è uno stile Una delle principali ambiguità nel dibattito sull’arte generata da intelligenza artificiale è la tendenza a confondere lo strumento con il risultato. L’AI…
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Esordio esplosivo per Reverse Engineering of Curatorial Bullshit
Reverse Engineering of Curatorial Bullshit, inaugurata questa sera con grande partecipazione, nasce da un gesto semplice e radicale: invertire il rapporto tra testo e opera. Non è più l’opera a generare il discorso curatoriale. È il discorso curatoriale a generare l’opera. Ma cosa accade quando il linguaggio — spesso opaco, autoreferenziale, saturo — smette di descrivere e inizia ad agire? Cosa succede quando il testo diventa materia produttiva? La mostra non offre una risposta univoca. Costruisce piuttosto un ecosistema in cui il linguaggio si manifesta come corpo, spazio, immagine, interfaccia, processo e fallimento. Nelle opere di Daco Monday, l’artista coincide con la propria instabilità. Il corpo si sdoppia, si liquefa,…
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Dal testo allo spazio: il curatore tra scrittura e regia
Dal testo allo spazio: il curatore tra scrittura e regia Nel discorso contemporaneo sull’arte, la figura del curatore è spesso descritta come in trasformazione. Alla centralità del testo — il saggio, la dichiarazione, l’apparato critico — si è progressivamente sostituita una pratica più spaziale, relazionale, installativa. Il curatore non sarebbe più, dunque, principalmente un autore di discorsi, ma un regista dello spazio: qualcuno che organizza opere, costruisce percorsi, attiva relazioni. In questa prospettiva, il linguaggio curatoriale sembrerebbe perdere centralità. Non scompare del tutto, ma diventa implicito, incorporato nell’allestimento, diffuso nelle scelte espositive. Non più dichiarato, ma operativo. Ed è proprio a partire da questa condizione che il progetto Reverse Engineering…
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ARTISTI CHE HANNO ADERITO AL PROGETTO DEL TESTO CURATORIALE
Pubblico con piacere la locandina con l’elenco degli artisti che hanno aderito al progetto: Reverse Engineering del Bullshit Curatoriale I am pleased to publish the poster listing the artists who have joined the project Curatorial Bullshit Reverse Engineering
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A Playful Experiment by the Museum of the Metaverse
Reverse Engineering Curatorial Bullshit ❓ What if curatorial text were an automatic image generator?❓ What if reading the same words led everyone to imagine the same form? The Museum of the Metaverse launches a playful experiment.A serious game.An exhibition that is also a laboratory. The Concept Each participant will receive: One curatorial text No images No references No explanation The task is simple: Create an artwork based solely on that text. Not to illustrate it.Not to explain it.But to translate it. What Are We Testing? Does curatorial language generate implicit forms? Does it suggest a spatial structure? Does it already contain a hidden aesthetic? Is it descriptive or directive? Is…
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Un esperimento ludico del Museo del Metaverso
Reverse Engineering del Bullshit Curatoriale ❓ E se il testo curatoriale fosse un generatore automatico di immagini?❓ E se leggendo le stesse parole, tutti vedessimo la stessa forma? Il Museo del Metaverso lancia un esperimento ludico.Un gioco serio.Una mostra che è anche un laboratorio. Il Concept Ogni partecipante riceverà: Un testo curatoriale Nessuna immagine Nessun riferimento Nessuna spiegazione Il compito è semplice: Creare un’opera basata esclusivamente su quel testo. Non illustrarlo.Non spiegarlo.Ma tradurlo. Cosa stiamo testando? Il linguaggio curatoriale genera forme implicite? Suggerisce una spazialità? Contiene già un’estetica nascosta? È descrittivo o direttivo? È profondità o superficie di proiezione? Ogni opera sarà un dato.Ogni somiglianza sarà interessante.Ogni divergenza sarà…











