Il Middlebury College del Vermont in visita al Museo del Metaverso
Nella serata di ieri il Museo del Metaverso ha ospitato un gruppo di studenti del Middlebury College (Vermont, USA), accompagnati dalla docente Elisa Laraia, nell’ambito di un incontro dedicato alla scoperta dell’arte e della cultura nei mondi virtuali.
Ad aprire l’incontro è stata proprio Elisa Laraia, che ha introdotto gli studenti al concetto di metaverso, illustrandone le caratteristiche come ambiente immersivo di relazione, creatività e ricerca. Ha quindi presentato il Museo del Metaverso, ripercorrendone la storia e la missione culturale, e ha delineato il percorso di Rosanna Galvani, fondatrice e direttrice del Museo, impegnata dal 2007 nella ricerca, nella conservazione e nella promozione dell’arte nativa virtuale.
L’esperienza ha avuto un carattere pienamente immersivo: alcuni studenti, dopo aver creato il proprio avatar in Craft World, hanno partecipato direttamente alla visita dall’interno del mondo virtuale, vivendo il Museo non come semplici spettatori, ma come protagonisti dell’esperienza.
La prima tappa del percorso è stata dedicata all’installazione di Eva Kraai, parte della mostra collettiva Reverse Engineering of Curatorial Bullshit. Il progetto propone una riflessione sul rapporto tra opera, critica e intelligenza artificiale, ribaltando il tradizionale processo creativo: gli artisti sono stati infatti invitati a realizzare le proprie opere partendo da un testo curatoriale anonimo, come se la recensione precedesse l’opera stessa.
Successivamente il gruppo ha raggiunto Locusolus, la regione-archivio donata al Museo del Metaverso da Gazira Babeli, tra le figure più significative dell’arte nativa virtuale. Qui studenti e partecipanti hanno interagito direttamente con alcune delle opere più rappresentative dell’artista, sperimentando quella dimensione partecipativa e ludica che caratterizza la sua ricerca.
È stato uno dei momenti più coinvolgenti della serata. Gli studenti hanno esplorato le installazioni con curiosità ed entusiasmo, trasformandosi da semplici osservatori in protagonisti dell’opera: hanno giocato con la celebre Campbell’s Soup, si sono lasciati deformare dalle sedie ispirate ai ritratti di Francis Bacon, sono stati investiti dai Super Mario lanciati come particelle e hanno preso il volo sulle pizze che li facevano rimbalzare in aria al suono di ‘O sole mio. Un’esperienza che restituisce perfettamente la poetica di Gazira Babeli, nella quale citazioni della storia dell’arte, cultura pop, ironia e interazione si fondono in un linguaggio possibile soltanto all’interno di un mondo virtuale.
La visita è poi proseguita con Trame narrative di Fiona Saiman, dove Roberto Presicci, docente di Culture Digitali presso l’Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia e co-curatore del Museo del Metaverso, ha presentato la Saimanite, la prima delle Molecole dell’Arte: un progetto di ricerca che propone nuove modalità di lettura e connessione tra opere, artisti e contenuti culturali.
L’ultima tappa si è svolta alla Caramella Gallery, progettata da László Ördögh (Velazquez Bonetto). La galleria rappresenta perfettamente uno dei principi fondativi del Museo del Metaverso: l’architettura non è un semplice contenitore, ma parte integrante dell’esperienza artistica. Qui Sergej Zarf ha presentato la mostra Anime di Terra e di Luce, illustrando la propria ricerca dedicata al rapporto tra natura, coscienza e intelligenza artificiale.
L’incontro si è concluso nel salotto della galleria con una riflessione finale di Lorenza Colicigno, che ha illustrato il progetto di ricerca dedicato all’Ecosistema culturale dell’Arte Immateriale, una prospettiva teorica che interpreta il mondo virtuale come un ambiente nel quale opere, architetture, comunità, interazione e intelligenza artificiale concorrono a costruire un unico sistema culturale.
Più che una semplice visita guidata, l’incontro si è trasformato in un momento di dialogo tra artisti, studiosi e studenti provenienti da contesti culturali differenti, confermando come i mondi virtuali siano autentici luoghi di produzione culturale, ricerca e confronto internazionale.
Il Museo del Metaverso rivolge un sentito ringraziamento a Elisa Laraia, agli studenti del Middlebury College, agli artisti intervenuti e a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita di questa significativa esperienza di scambio culturale.


