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Dal Museo del Metaverso a MuseoTeo
Udite udite! Due opere, precisamente due immagini del progetto Reverse Engineering of Curatorial Bullshit, presentato dal Museo del Metaverso e da C.A.R.P. (Cybernetic Art Research Project) di Laszlo Ordogh (Velazquez Bonetto), saranno esposte in forma fisica a MuseoTeo. Le opere sono di Laszlo Ordogh e di Mario Fontanella (Sergej Zarf) Sul blog Il Museo dei Progetti si possono ammirare le bellissime immagini dei artisti: Reverse Engineering of Curatorial Bullshit a MuseoTeo Hear ye, hear ye! Two works – specifically, two images from the project Reverse Engineering of Curatorial Bullshit, presented by the Metaverse Museum and C.A.R.P. (Cybernetic Art Research Project) by Laszlo Ordogh (Velazquez Bonetto), will be exhibited in physical…
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Dal testo allo spazio: il curatore tra scrittura e regia
Dal testo allo spazio: il curatore tra scrittura e regia Nel discorso contemporaneo sull’arte, la figura del curatore è spesso descritta come in trasformazione. Alla centralità del testo — il saggio, la dichiarazione, l’apparato critico — si è progressivamente sostituita una pratica più spaziale, relazionale, installativa. Il curatore non sarebbe più, dunque, principalmente un autore di discorsi, ma un regista dello spazio: qualcuno che organizza opere, costruisce percorsi, attiva relazioni. In questa prospettiva, il linguaggio curatoriale sembrerebbe perdere centralità. Non scompare del tutto, ma diventa implicito, incorporato nell’allestimento, diffuso nelle scelte espositive. Non più dichiarato, ma operativo. Ed è proprio a partire da questa condizione che il progetto Reverse Engineering…





