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Swirl of Limbs and Pills
Swirl of Limbs and Pills è un’installazione della mostra Reverse Engineering of Curatorial Bullshit ed è il mio primo oggetto 3D. E’ un oggetto mesh generato tramite Meshy e successivamente importato in Craft World, dove assume la forma di un artefatto ambiguo, sospeso tra scultura digitale e reliquia post-organica. La superficie dell’opera è definita da una texture ottenuta attraverso un prompt derivato da un test curatoriale, un dispositivo linguistico che, nel suo tentativo di produrre senso, finisce per generare un eccesso visivo. L’immagine risultante è un vortice di membra e capsule, elementi che oscillano tra il corporeo e il farmacologico, evocando una corporeità frammentata, sintetica, quasi allucinata. La texture non…
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ARTISTI CHE HANNO ADERITO AL PROGETTO DEL TESTO CURATORIALE
Pubblico con piacere la locandina con l’elenco degli artisti che hanno aderito al progetto: Reverse Engineering del Bullshit Curatoriale I am pleased to publish the poster listing the artists who have joined the project Curatorial Bullshit Reverse Engineering
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A Playful Experiment by the Museum of the Metaverse
Reverse Engineering Curatorial Bullshit ❓ What if curatorial text were an automatic image generator?❓ What if reading the same words led everyone to imagine the same form? The Museum of the Metaverse launches a playful experiment.A serious game.An exhibition that is also a laboratory. The Concept Each participant will receive: One curatorial text No images No references No explanation The task is simple: Create an artwork based solely on that text. Not to illustrate it.Not to explain it.But to translate it. What Are We Testing? Does curatorial language generate implicit forms? Does it suggest a spatial structure? Does it already contain a hidden aesthetic? Is it descriptive or directive? Is…
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L’arte AI generated e il dibattito sull’autorialità
Negli ultimi anni, la scena artistica internazionale ha visto l’affacciarsi di un nuovo, enigmatico protagonista: l’intelligenza artificiale. Gli strumenti generativi come DALL·E, Midjourney, Stable Diffusion e molti altri hanno reso possibile la creazione di immagini, testi, musica e video a partire da semplici istruzioni testuali, i cosiddetti prompt. In pochi secondi, algoritmi sofisticati trasformano parole in immagini complesse, spesso sorprendenti, talvolta inquietanti. Con l’irruzione di queste nuove possibilità creative, il dibattito sull’autorialità artistica è tornato al centro della scena, sollevando domande antiche in una veste completamente nuova: chi è davvero l’autore di un’opera generata da AI? Per comprendere la portata di questa trasformazione, occorre tornare a riflettere su cosa intendiamo,…





