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Edgar Morin (1921–2026)
“Comprendere significa collegare.” Edgar Morin ha dedicato la sua vita a ricucire i legami tra scienza e umanesimo, individuo e società, natura e cultura. Il pensatore della complessità che ci ha insegnato a collegare ciò che il mondo separa Con la scomparsa di Edgar Morin, avvenuta all’età di 104 anni, perdiamo una delle figure intellettuali più importanti del Novecento e del primo quarto del XXI secolo. Filosofo, sociologo, antropologo, epistemologo, educatore e instancabile osservatore della condizione umana, Morin ha attraversato più di un secolo di storia senza mai smettere di interrogarsi sul destino dell’umanità. Nato a Parigi nel 1921 con il nome di Edgar Nahoum, in una famiglia ebraica…
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Le Molecole dell’Arte Video
Video della presentazione della serata di inaugurazione delle Molecole dell’Arte a cura del Professor Roberto Presicci. Le “Molecole dell’Arte” è un percorso di valorizzazione e, esattamente come nel settore scientifico, rappresenta visivamente la composizione di collegamenti culturali di Tina Bey, Marco Cadioli, Bruno Cerboni, Kimeu Korg, Daco Monday, Fiona Saiman, Chris Tower, dalla creazione ed evoluzione di Second Life fino alle corrispondenze culturali nel “sistema dell’arte”.
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Le Molecole dell’Arte: un progetto di Roberto Presicci per il Museo del Metaverso
Il progetto sarà presentato in World , Venerdì 29 Maggio alle ore 22.00 nella sim MdM. Per la prima volta al Museo del Metaverso, il testo critico tradizionale viene sostituito da una struttura immersiva e interattiva: Le Molecole dell’Arte, una nuova metodologia curatoriale ideata dal professor Roberto Presicci. Il progetto nasce da un accurato lavoro di analisi e valorizzazione delle opere esposte al Museo del Metaverso e delle poetiche degli artisti coinvolti. Per ogni autore, Roberto Presicci ha costruito una specifica rete di connessioni culturali, mettendo in relazione immagini, linguaggi, riferimenti estetici e corrispondenze con il più ampio sistema dell’arte contemporanea. Le Molecole dell’Arte prendono forma direttamente all’interno delle installazioni…
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L’incontro con gli studenti dell’Accademia Santa Giulia
Questa mattina incontrerò su Meet gli studenti dell’Accademia Santa Giulia di Brescia , invitata dal Professor Roberto Presicci, per raccontare la mia esperienza con il Museo del Metaverso e le comunità creative nei mondi immersivi. Grazie per l’opportunità di raccontare ai giovani una storia che nasce nel 2007 in Second Life ed è sopravvissuta fino ai nostri giorni in Craft World Opensim. This morning I will be meeting students from the Accademia Santa Giulia in Brescia via Meet, at the invitation of Professor Roberto Presicci, to talk about my experience with the Metaverse Museum and creative communities in immersive worlds. Thank you for the opportunity to share with young people…
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Dal Museo del Metaverso a MuseoTeo
Udite udite! Due opere, precisamente due immagini del progetto Reverse Engineering of Curatorial Bullshit, presentato dal Museo del Metaverso e da C.A.R.P. (Cybernetic Art Research Project) di Laszlo Ordogh (Velazquez Bonetto), saranno esposte in forma fisica a MuseoTeo. Le opere sono di Laszlo Ordogh e di Mario Fontanella (Sergej Zarf) Sul blog Il Museo dei Progetti si possono ammirare le bellissime immagini dei artisti: Reverse Engineering of Curatorial Bullshit a MuseoTeo Hear ye, hear ye! Two works – specifically, two images from the project Reverse Engineering of Curatorial Bullshit, presented by the Metaverse Museum and C.A.R.P. (Cybernetic Art Research Project) by Laszlo Ordogh (Velazquez Bonetto), will be exhibited in physical…
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Trame narrative: l’immagine come costruzione del sé nel tempo di Fiona Saiman
Inaugurazione: 8 Maggio 2026, ore 22 – MdM region Craft World Un percorso visivo sospeso tra natura, memoria e immaginazione. La fotografa dei mondi virtuali Fiona Saiman presenta una mostra che si configura come un ambiente narrativo immersivo: una struttura lineare, simile a un traliccio, sorretta da forme arboree intrecciate, quasi radici che si fanno corpo e sostegno. L’installazione evoca un ecosistema ibrido, dove l’artificiale e l’organico si fondono, suggerendo un’origine comune tra tecnologia e natura. Le immagini esposte — paesaggi digitali costruiti e abitati — non sono semplici rappresentazioni, ma frammenti di memoria e proiezioni interiori. Ogni scena appare come una soglia: un luogo sospeso in cui il tempo…














